Gran parte delle collezioni di moda si ispirano a film o personaggi famosi della fantasia, come ad esempio il brand Fix Design si è ispirato ad Alice nel paese delle meraviglie per la collezione autunno inverno 2010/2011, così come Furla e Accessorize.
lo stilista Masaya Kuroki, della casa di moda Kitsuné ha disegnato la collezione inverno 2011 tenendo presente il look dei cowboy gay Ennis Del Mar e Jack Twist protagonisti del film Brokeback Mountain.
La collezione dei costumi uomo Calzedonia si ispira a film cult del cinema americano anni ’50 e ’60, La grande fuga e Fronte del porto e che danno il nome alle due linee della collezione estate 2011: The great escape e On the water front, incarnando l’ideale di uomo bello e dannato.
Queste scelte tengono conto del desiderio di immedesimazione degli individui in personaggi particolarmente intensi, attraverso l’uso di un abbigliamento che ne evochi le caratteristiche. Ma tale intensità non è data altro che dal ruolo archetipico che tali personaggi incarnano.
Ecco una serie di archetipi tra quelli più intensamente utilizzati nelle narrazioni:
1) l’Innocente
2) l’Orfano
3) il Viandante
4) il Guerriero
5) il Martire
6) il Mago
In poche parole possiamo tratteggiare in questo modo tali archetipi:
Innocente
E’ nel pieno della propria realizzazione, non ha quindi alcuna meta ulteriore da raggiungere. Potrebbe tendere solo alla caduta e teme quindi la perdita di tale stato di benessere, la perdita del Paradiso.
Orfano
E’ alla ricerca continua della sicurezza, del bene perduto e mai più ritrovato. E’ quindi naturalmente rivolto alla speranza e la sua maggiore paura è quella dell’abbandono. E’ l’archetipo utilizzato in Brokeback Mountain
Martire
E’ alla continua ricerca della bontà, di un mondo giusto, caritatevole. Per ottenerlo è disposto anche al sacrificio personale, ha notevole capacità di rinuncia. Teme solo l’egoismo, degli altri, ma anche il proprio, in qualche attimo di debolezza spirituale.
Viandante
Desidera per sé l’autonomia più di ogni altra cosa, la libertà è per lui l’aria che respira. Il compito che si pone nella vita è relativo alla formazione della sua identità e quindi all’ affermazione delle sue idee. Teme la routine, l’obbedienza alle regole imposte da altri. Insieme a quello dell’innocente è uno degli archetipi usati in “Alice nel paese delle meraviglie”
Guerriero
Deve combattere, questo è il suo compito, e per farlo deve sempre trovare la forza e utilizzarla. Ricerca quindi il coraggio e non può che temere la debolezza. E’ l’archetipo utilizzato per “la grande fuga” e “fronte del porto”.
Mago
Ricerca in sé e negli altri la completezza, l’accostamento degli opposti, la pienezza della conoscenza e della condivisione. Vuole ottenere per sé la gioia e per gli altri la fede. Teme e odia la superficialità. E’ la figura archetipica più complessa e realizzata.
L’intelligente utilizzo degli archetipi è molto importante nella realizzazione dei testi visivi, se desideriamo colpire la parte più inconscia del destinatario, proponendogli immagini che richiamino determinati messaggi che scaturiscono dal substrato più profondo del suo essere, derivati direttamente da quello che Jung denomina inconscio collettivo.
Come già accennato nel nostro “Art Semiology” del 2006, abbiamo per mezzo di essi la possibilità di stimolare il ricordo di messaggi dimenticati, che quindi saranno da noi generati implicitamente nella mente del nostro destinatario, senza bisogno di esplicitarli direttamente, sfruttando di volta in volta il principio dell’identificazione o del transfert, da parte del nostro spettatore.
L’abito, creato ispirandosi a tali archetipi, avrà una marcia in più, andando a toccare profonde e inconsce corde dell’animo dei potenziali acquirenti, aumentando quindi le proprie valenze simboliche, la sua efficacia comunicativa e la sua desiderabilità.
