martedì 1 marzo 2011

Il colore come marchio di una collezione

La campagna di Prada, ispirata alle atmosfere jazz anni'30 alla Josephine Baker, fotografata da Steven Meisel, è stata curata nell'impiego di colori vivaci molto ben selezionati, non solo per quanto riguarda i singoli modelli, ma la conseguente relazione cromatica che nasce dal loro accostamento nella rappresentazione, non certo casuale.

Al centro della composizione domina il rosso, vero e proprio colore "simpatico" e "adrenalinico", che separa il contrasto cromatico per eccellenza: quello acromatico bianco/nero sull'asse centrale verticale.

Conseguenza di questa impostazione rossocentrica è la relazione che ne scaturisce con altri colori presenti a destra e a sinistra dell'immagine, a partire proprio da questo punto focale.

Il primo contrasto che si evidenzia è quello in linea a gerarchia attiva (da in alto a sinistra a in basso a destra dell'immagine) che collega il rosso al turchese. Un tipico contrasto caldo/freddo, in cui il rosso adrenalinico e passionale viene accostato al blu parasimpatico, più rasserenante, con una doppia valenza: al contrasto cromatico si aggiunge quello emozionale. Una vera e propria linea di forza con colori dalle differenti emozioni.

Il secondo, su una diagonale armonica (linea immaginaria che va da basso a destra ad alto a sinistra), rivela principalmente un contrasto di tonalità/caldo rosso-ocra. La maggior pacatezza geometrica di questa diagonale viene ravvivata dall'emozionalità dei colori da essa collegati.

I colori degli accessori non fanno altro che riflettere, come attraverso un caleidoscopio, tale impostazione di base. Ottimo anche l'inserimento dei verdi, che con il loro apporto emozionale più neutro, equilibrano al meglio la composizione.

Tale immagine, nell'impiego di una tavolozza cromatica classica (in maggioranza bianco, nero, rosso, giallo, verde, blu) ripropone le tecniche utilizzate per la composizione cromatica di molti marchi, e per noi internauti gli esempi sono molteplici e sempre sotto gli occhi: dall'ideogramma Microsoft, alla stupenda favicon di Google.

E in questo caso gli accostamenti cromatici diventano proprio, attraverso un'immagine accuratamente impostata, il "marchio" della collezione stessa.

Un'immagine, come quella di Prada, che accosta questi colori, diventa il codice visivo rappresentativo della collezione, vale a dire essa stessa un marchio di fabbrica.

POSTILLA: http://fashionsemiology.blogspot.com/2011/03/postilla.html

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