NEL FASHION 2.0 OGNI BRAND DEVE SCEGLIERE IL SOCIAL DI RIFERIMENTO


Quando si parla di “presenza” social dei brand della moda e del luxury i numeri e le statistiche dimostrano una notevole variabilità dei dati: alcuni brand ottengono un notevole successo su determinati canali con feedback immediato, mentre altri trovano un maggior riscontro dall'esposizione di contenuti video.

Questo significa che per i brand che operano nel settore moda, “esserci” ed essere “raggiungibili” su tutti i canali non è sempre la miglior strategia perseguibile.

Occorre invece definire un "testo" e trovare il proprio lettore modello: vale a dire comunicare il proprio brand o i propri prodotti sui canali dove ci si aspetta di trovare i propri clienti.

Questo vuol dire investire in una social media policy adeguata. Tante sono, del resto, le opportunità che i diversi social riservano ai brand desiderosi di comunicare di loro un’immagine tradizionale, o all'opposto svecchiata, catchy e modaiola.


Dai contenuti temporanei di Snapchat (che hanno dominato le ultime fashion week) a feature specifiche di social come Instagram o Pinterest che sembrano pensate apposta per il business (come i pulsanti “Buy Now”) e senza dimenticare i live di Facebook che ben si adattano a quella dimensione di “evento” sempre più pregnante quando si parla di moda e lusso.

L'importante è definire una social media strategy adeguata al proprio brand, ai propro prodotti e a cosa si vuole comunicare in quel determinato contesto. Sparare ad alzo zero non serve.

E così, negli esempi di successo, ci sono i casi che premiano chi è riuscito a costruire la fanbase più grande, ma anche quelli, che a dispetto dei numeri macroscopici, hanno successo puntando sull’originalità dei contenuti, delle campagne o delle tecnologie impiegate.

Interessanti a tal proposito alcuni insight sull'engagement costruito sui social dai brand del fashion forniti da uno studio realizzato da Blogmeter per “Corriere della Sera”.

L’agenzia specializzata in social media intelligence ha analizzato il comportamento su Facebook, Twitter e Instagram dei 20 “big” italiani del settore per fatturato. Il periodo di riferimento è il 2016.

Ne è venuta fuori una sorta di classifica che da un lato tiene conto sì di fattori macroscopici come il numero di like alla pagina Facebook o il numero di follower su Twitter o Instagram, dall'altro prova a valorizzare aspetti più “soft” come le reali interazioni brand-utenti.


Si scopre, così, che su Facebook la pagina più seguita è quella di Gucci, con oltre 15,6 milioni di fan a novembre 2016. Campione assoluto di engagement, però, è Dolce & Gabbana, brand che è riuscito a generare oltre 605 mila interazioni nel solo periodo tenuto in considerazione da Blogmeter, quasi il doppio di quelle totalizzate da Gucci (370 mila) che rimane comunque al secondo posto e a cui segue sul “podio” Versace (340 mila interazioni, per una fanbase di appena 4 milioni di utenti, anche se in crescita in quello stesso periodo del 4,4%).

Per lo più invariate le performance su Instagram, a eccezione del terzo posto che va alla maison Valentino. Quanto alla presenza dei brand del fashion su Instagram, però, da Blogmeter hanno tenuto a sottolinearne la natura strategica, tanto più che “a un numero inferiore di contenuti pubblicati corrisponde qui un maggiore livello di engagement rispetto a Facebook e Twitter.”

A ognuno il suo social.
NEL FASHION 2.0 OGNI BRAND DEVE SCEGLIERE IL SOCIAL DI RIFERIMENTO NEL FASHION 2.0 OGNI BRAND DEVE SCEGLIERE IL SOCIAL DI RIFERIMENTO Reviewed by Polisemantica on 10:01:00 AM Rating: 5
Powered by Blogger.